Il 2009 potrebbe essere un anno “amaro” per molti operatori alternativi a Telecom Italia. L’ex monopolista chiederà infatti lunedi 13 ottobre all’Agcom la possibilità di aumentare il costo dell’interconnessione tramite l’unbundling, ovvero, un aumento che coinvolgerebbe tutti gli operatori che si interconnettono con la rete Telecom affittandone una parte per dare i servizi alla propria clientela. Attualmente il costo pagato dagli altri operatori a Telecom per un ‘full’ unbundling è di 7,64 euro al mese e la richiesta della società dovrebbe essere di un incremento di poco superiore ad un euro al mese. Non si faranno attendere le risposte da parte degli altri operatori, primo su tutti, è già intervenuto l’AD di Vodafone, che boccia una possibile richiesta di aumento del canone di interconnessione unbundling sostenendo che ‘ridurrebbe fortemente la competizione” e che non ci sono ‘i margini per trasferire questo aumento sul mercato finale’. Ma dall’intervento di Stefano Mannoni, Commissario Agcom, in cui replica alla richiesta di aumento in questo modo, ‘ad un aumento del canone di unbundling non deve esserci un effetto di squeeze price’, viene spontanea una domanda: vuol dire forse che per l’Agcom l’aumento è già dato per scontato? Di sicuro se l’Authority approverà tale richiesta, anche l’ex monopolista dovrà aumentare il prezzo del canone per consentire la “replicabilità” dell’offerta da parte degli altri operatori. In questo modo non si incentiva la concorrenza e soprattutto non si rischia di farla “morire”??
